Aumento delle bollette: efficientiamo i sistemi energetici

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I consumi energetici casalinghi non sono più una risorsa scontata e se prima lasciare accesi i riscaldamenti poteva al massimo essere considerata una “dimenticanza”, adesso questa distrazione ci costa cara e iniziamo ad essere più attenti. Insieme ai costi energetici, anche i carburanti hanno raggiunto prezzi elevatissimi; questo processo è iniziato con lo scoppio della pandemia mondiale (che non è ancora finita) e si è accentuato recentemente con la crisi Ucraina.

In un articolo redatto ieri 22/03/22 su Quotidiano Condominio de Il Sole 24 Ore, il Presidente dell’Anaci Francesco Burrelli spiega come la rateizzazione delle bollette non sia sufficiente ad aiutare le famiglie italiane in questo momento di crisi energetica mondiale. Burrelli chiede al Governo interventi più concreti e strutturali, “[…] affinché possa assumere decisioni equilibrate capaci di andare incontro alla comunità dei cittadini, anche perché il caro bollette non riguarda soltanto gas ed elettricità ma anche l’acqua, materiali e di fatto i servizi primari, per cui serve che le istituzioni siano previdenti e lungimiranti evitandone il taglio.

Per andare incontro ai propri cittadini, alcuni sindaci hanno proposto di diminuire l’orario di accensione dei termosifoni e di abbassare la temperatura massima dei riscaldamenti centralizzati nei propri comuni. Possono farlo dal punto di vista normativo? Secondo quanto scritto in un articolo redatto il 10 marzo su Quotidiano Condominio de Il Sole 24 Ore, […] Le leggi di riferimento in merito sono: il Dpr numero 74 del 16 aprile 2013 che per le abitazioni private indica una temperatura massima di 20 gradi mentre per le attività imprenditoriali di 18 gradi. Ed un altro Dpr, il numero 412 del 26 agosto 1993, che divide l’Italia in sei “zone climatiche” dalle più calde (zona A) alle più fredde (zona F). Nelle prime gli impianti centralizzati si accendono il primo dicembre e si spengono il 15 marzo (salvo periodi anomali di freddo in cui un’amministrazione comunale può prorogare con ordinanza il periodo di accensione), per un massimo di 6 ore al giorno. Nell’ultima – che coincide con quella alpina- non ci sono né periodi di accensione né limiti di ore.”

In pratica i sindaci, nel rispetto delle norme sopra indicare, potrebbero attivare misure straordinarie durante periodi di emergenza energetica ed economica come quello che stiamo vivendo.

DA DOVE PARTIRE PER RIDURRE I COSTI IN BOLLETTA

Sicuramente l’installazione di sistemi di contabilizzazione e termoregolazione dei consumi rappresenta uno strumento concreto e funzionale nella realizzazione di edifici energicamente efficienti e che permetteranno alle famiglie italiane di affrontare crisi energetiche future con maggior sicurezza, consapevolezza e serenità.

La consapevolezza dei consumi è una tema fondamentale per affrontare questo rincaro dei costi in bolletta: gestire le temperature stanza per stanza in base alle proprie necessità, conoscere i propri consumi ogni singolo mese, avere una lettura dei dati corretta, rappresenta il punto di partenza per ogni famiglia che desidera iniziare un percorso di risparmio energetico. Se non monitoro i miei consumi, come faccio a capire se sto risparmiando? Ecco che entrano in gioco alcuni strumenti come i ripartitori dei costi e le valvole termostatiche.

“[…] Il monitoraggio è fondamentale per ottimizzare i propri consumi. Secondo i dati Qundis, già grazie all‘installazione dei misuratori, è possibile risparmiare tra il 15% e il 20% delle spese energetiche.” (Quotidiano Condominio de Il Sole 24 Ore)

Se è vero che prevenire è meglio che curare, iniziamo a trasformare le nostre case in edifici energicamente efficienti: solo in questo modo possiamo dare il nostro contributo per evitare future crisi energetiche dovute all’esaurirsi di materie prime.

Fonte Quotidiano Condominio de Il Sole 24 Ore